Nell’osservazione della Natura e dei suoi movimenti si svela l’andamento ciclico del Tempo e questa ciclicità nei dodici mesi dell’anno è principalmente definita dalla presenza di due momenti che sono i due solstizi. Il solstizio d’estate che si esprime il 21 giugno e il solstizio d’inverno nel giorno del 21 dicembre.
Questi due momenti rappresentano dei passaggi fondamentali per garantire l’espressione della Vita sul Pianeta Terra che è governata da Leggi Divine rigorose e imprescindibili.
Sin dall’antichità si osservano due Alberi nel Giardino del Cielo, l’Albero della Vita che rappresenta il Femminile, e l’Albero della Morte e Conoscenza che rappresenta il Maschile.
Nel Cielo questi due Alberi sono la Luna e il Sole con un avvicendamento che implica un darsi reciproco, armonico ed equilibrato. I momenti in cui l’Uno si concede all’Altra e viceversa sono i due Solstizi.
Si è testimoni di questo movimento osservabile in ogni Forma Vivente sulla Terra e questa danza rispecchia il movimento compartecipe e intrecciato delle due Energie Archetipali Primarie… l’Energia Femminile come Principio Cristico Femminile e l’Energia Maschile come Principio Cristico Maschile.
Nel Solstizio d’Inverno il Principio Cristico Femminile dona la Sostanza al Principio Cristico Maschile affinché quest’Ultimo possa avviare una Forma corrispondente.
Nel Solstizio d’Estate il Principio Cristico Maschile dona al Principio Cristico Femminile quanto vissuto nell’ordine della Forma perché dal Principio Femminile abbia origine una Nuova Sostanza.
In questo Dono reciproco le due Energie Cristiche del Creato sperimentano le Energie del Cielo. Così in Alto, così in Basso. La Materia è espressione dello Spirito.
Rappresentazione del Maschile e Femminile sono il Sole e la Luna, sono la luce e il buio.
Nel periodo che va dal Solstizio d’Estate al Solstizio d’Inverno si assiste al calare della luce a favore del buio che avrà la sua massima espressione nella notte più lunga dell’anno, nel giorno del Solstizio d’Inverno.
Dal Solstizio d’Inverno le ore di luce iniziano ad aumentare fino al suo massimo nel giorno del Solstizio d’Estate.
Da ciò si potrebbe intendere che la luce è Maschile e il buio è Femminile ma nel Piano Terreno le Energie del Cielo si intrecciano pertanto il Principio Cristico Femminile porta l’Energia di Dio Padre e quindi la Sostanza e la Luce. La Luce che nasce e prende vita dalla Sostanza del Femminile del Creato, per poter essere espressa e vista fluisce nell’Energia Maschile che Le dà forma e visibilità. È la Sostanza del Femminile ad orchestrare la Nuova Opera affidata al Maschile.
Il Ritorno della Luce è connesso al Ritorno del Femminile che può essere visibile e quindi prendere Forma attraverso il Maschile come manifestazione della Sostanza.
Per comprendere meglio si può ricordare che il Potere è legato alla Sostanza e al Femminile, e l’Azione è legata alla Forma e al Maschile.
Il Potere di ogni Essere, per esistere, deve trovare manifestazione nella Forma che Le corrisponde. La Sostanza del Femminile come Energia di Dio Padre si dona all’energia Maschile affinché l’Amore Divino possa essere Riconosciuto e Rivelato in ogni cosa terrena e terrestre.
Da queste Verità che sono sotto gli occhi di tutti prendono vita i Simboli dell’Albero di Yule, caratteristico di questo periodo, che sono la Nascita, la Luce, il Rosso, ad indicare l’avvio dell’Opera di una Nuova Forma attraverso il Principio Cristico Maschile e il Semprevivo ad indicare la Vita, l’Amore portato dal Principio Cristico Femminile sempre presente, stabile, inamovibile, che nel momento del Solstizio d’Inverno si Dona alla Sua Controparte per una Nuova Opera che sia aderente e conforme alla Sostanza.
Lo scambio dei doni tanto travisato nelle varie epoche è un modo per ricordare che il Ritorno della Luce porta Conoscenza, infatti nell’antichità Iduna, la Dea della mitologia scandinava che rappresenta il ciclo vitale, la fertilità e la giovinezza, in qualità di custode delle mele d’oro apriva il cofanetto e distribuiva le mele nel periodo invernale.
Riappropriandosi della Verità dei Simboli si comprende che il Vero Dono è ricevere e donare la Conoscenza che è trasmessa dal Principio Cristico Femminile affinché tutto ritorni fedele alle Leggi Divine e dia all’Umanità e al Pianeta Terra la sua Giusta Esistenza.
A questa danza è affidato il destino dell’uomo, dell’umanità e del Pianeta.
Nell’interiorità di ogni essere vivente questi due Principi si muovono determinando la Forma dell’Esistere. L’Essere Umano nella sua evoluzione ha il compito di svelare questa Verità e nel riconoscere la propria Sostanza Divina può renderla viva nella sua Opera.
La crescita e il cambiamento sono parte integrante del processo su questo Pianeta e sono da vivere con Coscienza e Consapevolezza poiché in Natura, a partire dal Solstizio d’Inverno, tutto si prepara all’espressione di un nuovo ciclo di vita.
L’individuo può radicarsi nel proprio passato, nelle proprie abitudini favorendo l’esprimersi del temperamento oppure può germinare nuove parti di sé che traggono linfa dalla Vera Conoscenza, Eterna ma fino a poco tempo fa oscurata, per dar vita alla propria Essenza in questa Nuova Esistenza.
Riappropriarsi della propria Natura Divina è permettersi di Essere Naturali… acquisire la Vera Libertà di essere sé stessi rispettando con vera Responsabilità il Seme della Vita che è Scintilla Divina in ogni Forma. Così ogni Forma, in questa Bella Terra, è l’evidenza della Sostanza che la anima. È così che l’uomo potrà vivere pienamente la sua massima espressione umana, contemplando in modo consapevole l’Opera Divina nell’Opera Umana.
Il passaggio del Solstizio d’Inverno, vissuto con sacralità, diventa una vera opportunità di Rinascita e Rivelazione per l’Umano di cui Ogni Essere Vivente può giovare.
